Secondo il fondatore di Strategy, Michael Saylor, la società è convinta di poter onorare i propri impegni finanziari anche qualora Bitcoin subisse un crollo verticale fino a quota 8.000$. Un’affermazione semplice a parole, ma la realtà dei fatti è decisamente più complessa.
Il margine di garanzia sul debito e le sue implicazioni
I report indicano che l’azienda dichiara attualmente circa 6 miliardi di dollari di debito netto a fronte delle proprie riserve in criptovalute. Sulla carta, una brusca svalutazione di BTC potrebbe portare le riserve a pareggiare quasi esattamente tale passività.
Tuttavia, la matematica di bilancio non esaurisce il discorso. Il fattore tempo è cruciale. Le finestre di liquidità, l’accesso ai mercati e le reazioni degli investitori possono stravolgere le opzioni pratiche a disposizione di un’azienda sotto pressione. Quello che il management definisce un “cuscinetto” potrebbe rivelarsi estremamente sottile in uno scenario di mercato sotto stress.
Strategy can withstand a drawdown in $BTC price to $8K and still have sufficient assets to fully cover our debt. pic.twitter.com/vrw4z4Ex9q
— Strategy (@Strategy) February 15, 2026
Piano di conversione e compromessi per gli azionisti
La società ha delineato un piano per convertire in equity determinate note convertibili nell’arco dei prossimi tre-sei anni. Ciò comporta che il debito venga scambiato con azioni anziché essere rifinanziato tramite nuovi prestiti senior.
Dalle analisi emerge come tale mossa trasferisca parte del rischio sugli azionisti attraverso la diluizione, permettendo però di dilatare le scadenze per i rimborsi in contanti. Tuttavia, gli interessi rimangono esigibili per tutta la durata delle note: l’azienda, dunque, non è affatto esente da costi nel breve termine.
Se i mercati dovessero bloccarsi o il prezzo delle azioni subisse un indebolimento drastico, i termini e gli esiti della conversione potrebbero mutare radicalmente. Ciò che oggi appare gestibile può essere stravolto dalla turbolenza dei mercati.
Accumulare durante il ribasso
La politica di acquisti è proseguita. Un’operazione recente ha visto l’aggiunta di 1.142 BTC, nonostante le perdite latenti ammontassero già a diversi miliardi. Se da un lato questa condotta riflette una ferma convinzione, dall’altro aggrava inevitabilmente l’esposizione al rischio.
L’accumulo di posizioni in presenza di ingenti perdite latenti esaspera la sensibilità della società alle oscillazioni di Bitcoin. I movimenti del mercato possono trasformare tale scommessa in un fattore di volatilità prolungata per il titolo azionario. Gli investitori che negoziano le azioni come veicolo per esporsi indirettamente al rischio crypto ne sono perfettamente consapevoli.
BTCUSD è attualmente scambiato a 68.709$. Grafico: TradingView.
Le dichiarazioni del CEO e le prospettive di lungo periodo
Alcuni report hanno diffuso le osservazioni di Phong Le, secondo cui un calo dell’80% richiederebbe anni prima di danneggiare materialmente la continuità operativa del business.
Tale previsione si basa però su un accesso ininterrotto ai mercati del credito e su flussi di cassa prevedibili. Entrambe le condizioni possono venire meno quando i prezzi degli asset crollano e i creditori diventano guardinghi. La posizione dell’azienda presuppone che non si verifichi alcun congelamento improvviso dei canali di finanziamento.
Proposte politiche e visione globale
Saylor ha inoltre esortato gli Stati Uniti ad adottare una posizione di riserva strategica verso Bitcoin, simile a quella riservata all’oro, promuovendo norme che ne favoriscano l’adozione su larga scala. Queste iniziative di advocacy sono presentate come sforzi a lungo termine per orientare le politiche governative.
Tuttavia, il clima politico è mutevole. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e altri leader potrebbero avere priorità differenti, e il processo legislativo resta intrinsecamente lento.
In conclusione, sulla base dei documenti depositati e dei commenti pubblici, emerge un percorso che tecnicamente consente di reggere a un profondo crollo di BTC.
Tale rotta richiede però agli azionisti di assorbire la volatilità e la possibile diluizione, confidando che i mercati rimangano aperti abbastanza a lungo da permettere la conversione e gli aggiustamenti necessari.
