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Ethereum (ETH) ha seguito Bitcoin (BTC) nel recente recupero di mercato, riuscendo a riconquistare la soglia psicologica dei 3.000 dollari dopo settimane di forte volatilità. Questo potrebbe rappresentare un momento chiave per l’altcoin, che si trova ora a un bivio: proseguire verso un’inversione rialzista o tornare sotto pressione in caso di nuove vendite. Il sentiment resta diviso, con gli investitori che valutano attentamente segnali tecnici, cicli stagionali e prospettive macro.
Le difficoltà storiche di dicembre per ETH
Per delineare gli scenari di breve termine, Alex Carchidi, analista di The Motley Fool, ricorda che dicembre non è tradizionalmente il mese più favorevole per Ethereum. Dal 2016, ETH ha registrato un bilancio mensile positivo solo in quattro casi su nove. In cinque occasioni, invece, ha chiuso in negativo. Complessivamente, il rendimento medio di dicembre si attesta intorno al +7%, mentre la mediana indica un calo del 6%, segnalando un quadro tutt’altro che stabile.
Ancora più rilevante è la correlazione osservata tra novembre e dicembre: nei periodi in cui novembre si è rivelato debole, dicembre ha spesso replicato la tendenza, con tre casi su quattro conclusi al ribasso. L’unica eccezione negli ultimi anni risale al 2018, quando ETH riuscì a rimbalzare dopo un novembre particolarmente pesante. Questo suggerisce che, in assenza di catalizzatori significativi, la debolezza di fine autunno tende a prolungarsi anche nel mese successivo.
Nonostante ciò, la stagionalità complessiva del mercato gioca a favore di Ethereum nei primi mesi dell’anno. Storicamente, i rendimenti medi del primo trimestre raggiungono circa il 77%, mentre nel secondo trimestre si attestano su un robusto +64%. È in queste finestre temporali che Ethereum ha spesso espresso il meglio delle proprie dinamiche rialziste, anche in anni caratterizzati da forte incertezza.
Tom Lee prevede ETH a 7.000 dollari entro il Q1 2026
In un contesto di oscillazioni e prudenza, arrivano però previsioni più ottimistiche. Tom Lee, presidente di BitMine Immersion Technologies, stima che Ethereum possa raggiungere i 7.000 dollari entro il primo trimestre del 2026—un potenziale rialzo di quasi il 150% rispetto ai livelli attuali.
La sua visione di lungo periodo è ancora più ambiziosa: se la transizione verso un sistema finanziario più decentralizzato dovesse accelerare, ETH potrebbe toccare i 62.000 dollari entro il 2035, segnando un incremento teorico superiore al 2.000%.

(Fonte)
Dopo essere sceso fino a 2.600 dollari durante l’ultima correzione, Ethereum ha mostrato maggiore resilienza rispetto ad altri asset, recuperando rapidamente area 3.000. Pur non essendo ancora un segnale di breakout, questa stabilizzazione potrebbe favorire un rimbalzo più solido qualora i flussi verso gli ETF tornassero ad aumentare nelle settimane finali dell’anno.